I capelli puzzano? Ecco cosa sta succedendo

 

I capelli puzzano: che succede?

I capelli puzzano? Le cause possono essere tante. L’assorbimento del grasso, la sporcizia dell’aria di città, il sudore. 

Dobbiamo dire, prima di tutto, che avere i capelli maleodoranti non è per forza segno di cattiva igiene.

Molti hanno i capelli grassi e si lavano quotidianamente ma lavarsi non impedisce alle ghiandole di produrre sebo.

I lavaggi frequenti, anzi, possono peggiorare la situazione. La cute si potrebbe seccare, irritarsi e produrre ancora più grasso.

All’origine del cattivo odore dei capelli e del cuoio capelluto c’è un sovrapporsi di sebo e sudore che tende a favorire la crescita di lieviti, cellule epidermiche morte e batteri.

Sono i batteri e i loro derivati ad avere un cattivo odore e a nutrire i lipidi e le proteine presenti nel sudore. Queste favoriscono la secrezione di composti che emanano il cattivo odore, spesso associato a cipolla e formaggio.

I capelli, a differenza di altre parti del corpo, come il viso, mantengono al caldo la pelle del cuoio capelluto. Questa si trasforma in una piccola incubatrice per i batteri che producono il cattivo odore.

I capelli puzzano: che fare?

Per eliminare il cattivo odore potete usare lo shampoo secco. Questo assorbe il sudore e il grasso e il profumo neutralizza il cattivo odore. Lo shampoo secco, però, non è una soluzione permanente e può, facilmente, provocare problemi alla salute del cuoio capelluto, soprattutto se viene utilizzato in quantità eccessiva o troppo frequentemente.

Potete utilizzare il getto di aria fredda dell’asciugacapelli. Qualche colpo di aria fredda arieggia la zona del cuoio capelluto e riduce il cattivo odore.

Molti sono arrivati ad iniettarsi Botox per ridurre la sudorazione e il cattivo odore. La soluzione botox, però, non è definitiva.

Cosa fare allora? Giocare d’anticipo e usare uno shampoo antiforfora. Oltre a tenere il cuoio capelluto sano, infatti, controllano la produzione di sebo. La forfora, come abbiamo già detto, viene causata dalla malassezia, un lievito  che si nutre di sebo.

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